
ricordo d' aver scritto la mia prima poesia tra il 1970 e il 1972 . . il periodo universitario, poi non ho smesso più.Il criterio, legato alla mia pigrizia e all' amore per la spontaneità e il primo impulso, è di elaborare assi poco quello che mi viene da dire e scrivere, l' ho chiamata POESIA ISTANTANEA, è un criterio che non produce chissà che capolavori, produce il tentativo, quello sì, di mettere in parole e descrizioni, in scelte di collegamenti tra immagini mentali e sensibilità acuita, versi con o senza rime, corretti pochissimo alla rilettura e poi trascritti ove capita, su un quaderno, qui al computer......in biglietti, post, lettere ecc . . . . . ne recupero alcuni sotto forma di testo o di immagine e li affido all' aere elettronico-temporale.

immagine breve filmato




forse non è mia, ma lo stile è quello
consigli ad uno studente
della mia scuola virtuale
definizione di me ieri ( 2009 )
nei pressi di un monastero
non si può scrollare di dosso da sè l' ipotesi che se non sai fare niente, o insegni, o diventi politico, o poeta, perchè le scuole non riesci a progettarle e costruirle, i comizi sono fatti di parole, ma i fatti non possono discendere dai comizi, infine mettere le parole in ordine, arricchendole di versi in rima e ritmo, non serve a far mangiare ogni giorno, al massimo servono come cantilene per far dormire i bambini . . . . . NO SIGNORI, NON E' COSI O SOLO COSI' . . . . . . . insegnare è dare motivi di critica e presenza, favorendo la socializzazione e non è cosa da poco,
far politica è mettere sul tavolo proposte e idee originali, ma disdegnare compromessi e corruzioni, tirando sempre dritto a costo di dover dimettersi o rinunciare... sarà sempre almeno aver provato . . . . .
poetare infine, è buttar fuori ciò che dentro non puoi più tenere e rinunciando al mitra e all' attentato, usare le parole, anche in modo esplosivo per svegliare chi vive d' abitudini e convenienze utili a se stesso e ai pochi di cui si circonda . . . . .

cosa penso oggi di me ? Penso che sono, che mi sento, che credo
di comportarmi
come . . . .
UN RESIDUATO BELLICO
CHE ANCORA PUO' ESPLODERE
.





chi sono ( o forse chi ero )
pescatore in attesa
lenza, amo, esca, canna, silenzio, stivali, voglia
pescatore in attesa
amico di pesci e molluschi
incapace di cucinare pesce
pescatore in attesa
io
per quando il galleggiante
affonda
e riaffiora
e avvisa
di tirare
su
e poi liberare in acqua la preda infelice
presso un monastero, nebbia e luce
forse non è neanche mia, ma lo stile è quello . . . . .
andiamo avanti andiamo oltre

sono un pensionato
ero stressato, ero snobbato
a volte combattuto
sempre in sospetto di incapacità..
ma va!
La pensione giunse come liberazione dal lavoro che era abitudine, lotta, discussione,
comunque però, mi piaceva
mi piaceva far sorridere di cuore l' alunno,
incontrare colleghi e colleghe
con i loro problemi, le loro gioie
gli sfizi e i tic
tutto poi riversato sui giovani studenti
il tempo era scritto nell' orologio
ora è scritto nelle dosi del farmaco da assumere
nell' iconcina in basso a destra dello schermo
del PC
nel farsi chiaro, nel farsi notte . . . .
ma che pensione
ora lavoro in proprio
non percepisco stipendi
solo uscite nessuna entrata
ora mi incontro davanti allo specchio
e dico, bravo sei arrivato puntuale
trovati qualcosa da fare.
la trascrivo senza neanche leggerla prima di consegnarla qua e tanto meno correggerla . . non ricordo neanche la data della sua composizione... il significato . . boh(?) . . però qualunque cosa abbia scritto o scriva non è per per far sensazione e meraviglia, ma solo per sfogare sentimenti che risalgono dal cuore, dalla pancia o emergono dalla testa, solo per fissare in qualche modo, qualcosa che neanche ( ancora 'sto neanche ) SO !
per scrollare nubi di carica tossica
evoco vento liberamente
con potere emendante
il pesce flirta con il cancro
e riparte per il mare ampio
perchè non abbocca all' esca
e digiuno e dolorante
salta onde e filibusta imperante . . . .
non è detto che mi salvi e salvi
ma nessuno se ne andrà per niente
tutti ci incontreremo nel futuro
nel passato, nel presente !
Versi strani
note insane, insensate
ma pregne di sè e di mondo
pensiero rotondo
scongiuri di rito.



per esempio CAMILLO SBARBARO:
Camillo Sbarbaro (Santa Margherita Ligure, 12 gennaio 1888 – Savona, 31 ottobre 1967) è stato un poeta, scrittore e aforista italiano.
Vissuto sempre in Liguria, terra da lui amata, si pose all'attenzione del mondo letterario con la raccolta Pianissimo del 1914 che gli permise un'intensa collaborazione con riviste tra cui La Voce.
Nelle sue poesie il disagio esistenziale è sempre espresso con modalità pacate, sommesse; la sua lirica, scarna ed essenziale, descrisse con colori suggestivi i paesaggi liguri, richiamandosi alla tradizione pascoliana. Fu anche erborista e lichenologo di fama internazionale; le sue raccolte di licheni sono state acquistate ed esposte da numerosi musei.